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Ottimi risultati si sono ottenuti anche con
altre sostanze di origine vegetale ad azione simile a quella delle saponine
sopracitate,
quali le ruscogenine del Rusco (Ruscus aculeatus) e i glucosidi della Centella (Centella
asiatica). Quest'ultima contiene una frazione triterpenica che possiede un meccanismo
d'azione plurimo. Studi in vitro ne hanno dimostrato l'azione modulatrice sulla produzione
di collagene da parte di fibroblasti umani, il che può migliorare l'impalcatura
connettivale della parete vasale. La frazione triterpenica della Centella, difatti, induce
in colture di cellule endoteliali un incremento nella produzione di fibronectina, una
proteina adesiva, tra i principali componenti della membrana basale dell'intima. E
possibile, quindi, che l'aumentata produzione di fibronectina contribuisca a mantenere
l'integrità endoteliale. In virtù di tali azioni l'impiego della Centella asiatica è
indicato soprattutto nella terapia della cellulite edematosa localizzata degli arti
inferiori.
Anche gli estratti da foglie e cortecce dei
giovani rami della Betulla (Betula alba) sono stati indicati da alcuni autori come ottimi
principi attivi nel trattamento della cellulite: favorirebbero l'eliminazione dell'acido
urico e del colestero-lo, con conseguente riduzione dei noduli fibroconnettivali
caratteristici di questo inestetismo cutaneo. Del resto è risaputo che nell'antica
medicina popolare si utilizzavano bagni o impacchi dimagranti a base di decotti di Betulla
e di Edera.
La novità più recente viene invece dalla
caffeina (1.3.7. trimetilxantina) e dai derivati vegetali che la contengono (noce di Cola,
semi e foglie di Caffè, foglie di Tè). Il principale effetto biochimico della caffeina
consiste nell'inibire la fosfodiesterasi. Questa azione comporta una minore degradazione
di AMP ciclico (mediatore intracellulare dell'adrenalina) e, di conseguenza, una maggiore
attività dell'enzima trigliceride-lipasi, che dall'AMP ciclico è stimolato. Ciò porta a
un aumento della lipolisi con positivi effetti sulla riduzione adipocitaria a livello
periferico.
Infine, la medicina popolare utilizza da sempre
le alghe brune per la cura dell'obesità. Queste contengono in abbondanza iodio in forma
libera e sotto forma di sali, quindi sali potassici, polisaccaridi e mucillagini,
clorofilla, proteine, caroteni, vitamina C, vitamina b1. Nella alghe brune l'attività
dello iodio è aumentata dalla presenza di aminoacidi iodati e solforati e di steroli del
tipo dei beta fitosteroli in grado di ridurre il tasso di colesterolo sanguigno. A livello
cosmetico si possono ottenere buoni risultati nel trattamento di adiposità e cellulite
anche tramite applicazioni cutanee (creme, gel, sali, ecc.). Le alghe brune posseggono
funzioni ammorbidenti, lenitive, tonificanti e stimolanti della circolazione sanguigna.
Cosmetici con l'acceleratore
Una delle più interessanti novità di questi
ultimi tempi è rappresentata dall'inserimento di componenti con effetto promotore
all'interno delle formulazioni cosmetiche che devono agire più in profondità; sostanze,
insomma, in grado di agire da acceleratori del passaggio attraverso la pelle di alcune
sostanze funzionali. Va da sé che tali formulazioni non riguardano cosmetici ad azione
protettiva nei confronti dei raggi solari e neppure cosmetici decorativi, tinture per
capelli e tutti quei prodotti ove è essenziale che il principio attivo svolga la sua
azione esclusivamente a livello dello strato corneo (ovvero superficialmente). Sono state
sperimentate, invece, proprio nel campo degli interventi anti-cellulite.
In particolare, sono stati condotti degli studi
(vedi box) utilizzando come promotore di assorbimento il limonene, terpene abbondantemente
presente nelle bucce di arance e limoni. Al limonene sono stati abbinati principi attivi
naturali quali caffeina ed escina, ovvero quelle sostanze che, raggiungendo il derma, sono
in grado di svolgere la loro azione cosmetologica. Questa novità dovrebbe consentire di
formulare prodotti in grado di permeare più facilmente la barriera cornea e potrebbe
diventare una valida alternativa ai dolorosi trattamenti mesoterapici, che molti medici
praticano sulle loro pazienti più sovrappeso.
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