|
.....musica leggera del
nostro bel Novecento, reinterpretando i brani storici . Vasta è la
possibilità delle richieste. Il personale “L’ultimo treno del
secolo” è un inedito che dovrà prendere il volo, necessariamente
vietato ai minori di anni quaranta o consigliato a chi sogna il ’70
di papà. L’antidiscografia ufficiale è lo stimolo, la rivolta
artistica verso tutto ciò che certi nostri bravi DJ usano per
lavarci il cervello nelle radio . E’ l’artigianato senza padroni .
Paggi usa la voce, la fantasia, l’ingegno, il cuore…ma chi non lo
usa… Ma chi usa la comunicazione? La presunzione è proprio questa ,
è la sfida, “il rinascimento” della bella Toscana in proporzioni
modeste. E’ un gioco, un divertimento con le cose semplici ma
costruite col cesello. Le fiabe teatro su CD giocano sull’assurdo, i
bambini sorridono ma i nonni ridono, i genitori dicono “ma chi è
quel pazzo che scrive e recita così”. Poteva nascere un DVD, ma,
come ha detto un altro artista. “nel teatro ascoltato e non visto,
come alla radio, puoi immaginare chi vuoi tu e come vuoi tu”.
Si vendono tante play station che, fra non molto, giocare a
nascondino sarà la sorpresa del secolo…Le scuole, le maestre,
bidelli, professori e principesse insieme, rumori e melodie, cani e
gatti che brindano alla nuova e ritrovata amicizia, il calcio
giocato con la stretta di mano,Valentino Rossi in monopattino a 300
all’ora, i quattro fratelli Damus, Cioppi con la sua gelateria su
Marte, che atterra in Piazza del Campo a Siena. Telecronache
sportive in chianino-aretino-senese. La Toscana è una regione piena
di sé, polemica,orgogliosa, greve nei passaggi dialettali, Roberto
prende l’Oscar, chi fermerà la Toscana….Ma insomma perchè poi
fermarla? Ha un respiro grande, sa di vino e di olio, ha i colori e
il volo di Leonardo,gli uomini e le donne ti dicono sempre dov’è la
strada, cosa puoi dire alla Toscana, se non perdonarla per la sua
vanità. L’artigianato è una grande cosa perché è libertà di creare
un mercato dell’arte, un pezzo unico, irripetibile. Paggi,
canta,compone, recita con Daniela EtruscoToffanin, la spontaneità
ingenua di un attrice senza accademia,straordinaria la sua tenera e
divertente interpretazione del Prevedamus. |
Daniela Etrusco
Toffanin,veneziana da 15 anni in Toscana ,talento di danzatrice,
movenze accattivanti e armoniche,scrive i suoi pensieri con la
chiarezza e la semplicità dei sognatori, il tono della voce sa di
teatro anche quando canta, è la felicità del suono…o almeno è
l’intenzione della comunicazione, colore personale senza
impostazioni accademiche. Noi lo avvertiamo e arriva piano piano,
senza scuola, senza diplomi, ma con il cuore.
Daniela, nel giugno 2007 si allontana dal duo Paggi- Etrusco, ma noi
la aspettiamo perché dovrà recitare ancora e rendere la sua vita e
quella del suo compagno Carlo Paggi ancora piena di sorprese, di
favole,di amore. Il contrasto verbale veneto-toscano esalta le due
belle fiabe su CD. E’ un’invenzione che neppure lo stesso autore si
aspettava. A Daniela EtruscoToffanin l’autore dedica la prima
apparizione sul Web, allo stesso modo scrive nella copertina del CD
L’ultimo treno del secolo “A Daniela Etrusco Toffanin senza la quale
la mia vita e la mia musica non avrebbe avuto senso” .
L’Erboristeria Dulcamara ci ospita, per Adriano Sonnini e Grazia
Rossi l’autore vorrebbe un giorno scrivere una fiaba nella quale si
parla di Lorenzo il Magnifico che scopre due giullari di talento.
“Lorenzo, esperto di erbe,volle farli conoscere a tutta Firenze e
per questo usò un unguento a base di Maraviliosa felicitas una
pianta che solo lui aveva trovato nei giardini del palazzo. Cosparse
i due giullari di unguento e improvvisamente con sua enorme sorpresa
si accorse che i due giullari si erano trasformati in due piccioni
viaggiatori. Essi volarono talmente lontano che Lorenzo per
osservarli prese il telescopio del bisnonno del Galilei. Era un
telescopio del tempo, li vide allontanarsi rapidamente e posarsi sul
computer dell’Erboristeria Dulcamara, l’anno era il 2007. Avevano le
piume bianche e infreddolite, 500 anni di viaggio in pochi secondi
lasciano il segno anche ai piccioni più forti. Ma essi vollero
esibirsi come con il Magnifico. Svolazzarono intorno alla stanza,
guardarono Adriano e Grazia come a far capire loro che erano tornati
a vivere nel nuovo secolo. Poi, si lasciarono trasportare nella
Rete. L’ Web li presentò al mondo. Con un battito d’ali di nuovo si
osservarono e rimasero incantati l’uno dell’altro". |