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Riniti, faringiti, laringiti. La fitoterapia è l'ideale
approccio a questo gruppo di patologie (se non si manifestano con una
sintomatologia imponente e minacciosa), per svariati motivi. Mette a
disposizione una serie di rimedi che, opportunamente associati, trattano sia
l'agente eziologico che i principali sintomi; è un approccio meno aggressivo
rispetto a quello convenzionale; consente una «terapia di terreno» che potenzia la capacità di
reazione organica. In queste pagine, proponiamo un protocollo e alcune
formulazioni che hanno superato la verifica cllnica.
Un approccio alle patologie acute
Colpiscono individui di ogni età. Tra i fattori scatenanti sono
da considerare principalmente agenti infettivi, di natura virale o batterica e
l'esposizione a basse temperature o a variazioni termiche eccessive. Possono
manifestarsi in ogni stagione, ma prevalentemente in autunno ed in inverno; agli
inizi della primavera ad esse si possono associare fenomeni di natura allergica.
Sono rappresentate soprattutto da riniti, faringiti e laringiti.
Tra le complicanze più temibili, soprattutto per i bambini, le otiti e la
diffusione del processo alle basse vie aeree (bronchiti, polmoniti).
La sintomatologia è riassunta nella tabella in basso.
Tabella 1 - Sintomatologia nelle malattie delle prime vie aeree.
Periodo di incubazione - variabile a
seconda dell'agente eziologico da poche ore a giorni (per le forme virali o
batteriche).
Sintomatologia Raffreddore comune
- Esordio: cefalea, senso di freddo,
faringodinia. Fase distato: ostruzione nasale, sternuti, secrezione nasale
siero mucosa e mucopurulenta; raucedine, rialzo termico.
Faringo-tonsilliti - febbre di modica o elevata entità, dolore, arrossamento
diffuso del faringe, edema e turgore dei pilastri anteriori e delle
tonsille, tosse, linfoadenite laterocervicale.
Laringiti - febbre, malessere, disfagia, mal di
gola, ipofonia, afonia, tosse.
Influenza - Periodo
prodromico: astenia, malessere,
cefalea, rinofaringite. Esordio: febbre elevata con brivido, tachicardia,
senso di malessere, astenia, artomialgie, cefalea; sternuti, ipersecrezione
nasale, lacrimazione, mal di gola, raucedine, tosse secca e stizzosa, dolore
retrosternale urente; nausea, dolori addominali, vomito, diarrea.
La fitoterapia può essere il primo approccio a tale gruppo di
patologie, quando esse non si manifestino con una sintomatologia imponente e
minacciosa e questo per una serie di motivi:
a) mette a disposizione una serie di rimedi associabili tra di
loro che consente di trattare l'eventuale agente eziologico (droghe vegetali con
apprezzabile attività antimicrobica) ma anche i sintomi principali;
b) è un approccio dotato di minore aggressività
rispetto a quello convenzionale, perché le droghe vegeta
li sono tra le più maneggevoli in assoluto ed, inoltre, sono tra
quelle dalla tradizione più consolidata;
c) consente di evitare l'abuso di antibiotici e questo senza
astenersi dal fare terapia;
d) consente una «terapia di terreno», vale a dire di modulazione
delle difese immunitarie del soggetto, riuscendo in tale modo a non esonerare
del tutto l'organismo ed anzi, a potenziarlo nella sua capacità di reazione alla
malattia.
Non si può non tenere conto, pur non essendovi prove
sperimentali della sua sussistenza, del fenomeno della «soppressione» così come
concepita dagli omeopati, secondo i quali un farmaco troppo potente, sopprimendo
del tutto i sintomi di una patologia, impedisce all'organismo di reagire e
quindi indebolisce lo stesso predisponendolo a patologie anche più gravi.
Di fronte a sintomi attribuibili a patologie minori delle vie
aeree è possibile, anche se personalmente la sconsigliamo, una autoterapia da
parte del paziente. Questa si può instaurare avvalendosi dei cosiddetti tarmaci
da banco (O.T.C.) tra i quali, in senso lato, si possono considerare anche
alcuni prodotti fitoterapici.
A nostro avviso è necessario invece un approccio diagnostico da
parte del medico in quanto dietro sintomi apparentemente banali si possono
nascondere quadri patologici più seri.
In ogni caso, è auspicabile, non appena possibile,
l'effettuazione di indagini colturali (esami batteriologici con antibiogrammi ed
aromatogrammi) al fine di individuare in maniera precisa l'agente esogeno
responsabile della patologia.
Il protocollo e le formule di seguito indicate e commentate
scaturiscono dal lavoro personale svolto sul campo da medici e farmacisti del
nostro gruppo e dal lavoro di confronto e di elaborazione comune svolto durante
gli incontri. Non si tratta necessariamente di formule migliorative o
alternative a quanto esistente già in commercio, bensì di associazioni e
prodotti concepiti in situazioni cliniche specifiche per specifici pazienti (in
nome dell'imprescindibile concetto della personalizzazione della terapia) le
quali hanno dato risultati positivi e per tale ragione sono riportate, affinché
divengano patrimonio comune.
Sciroppo espettorante ed antinfiammatorio
— Marrubio E.F. 5%;
— Grindelia E.F. 5%;
— Spirea ulmaria E.F. 10%;
— Timo E.F. 5%;
— Finocchio E.F. 5%;
— Sciroppo di sorbitolo 60 g; Glicerolo 5 g; Alcool puro 5 g.
Dosi consigliate: Adulti: 1-2 cucchiai da tavola 1-3/die. Bambini: 1 cucchiaino
da tè 1-3/die.
Tossicità
- II
prodotto non risulta tossico alle dosi consigliate.
Controindicazioni
- Ipersensibilità individuale accertata verso le droghe contenute ed ai
salicilici in genere; enterocoliti; insufficienza cardiaca; gravidanza.
Avvertenze e precauzioni
- Usare con cautela in gravidanza; nei bambini al di sotto dei cinque anni di
età.