Rapporto droga/acqua: 5 gr/100 gr.
Si può usare anche la stessa quantità di
solvente in due fasi
diverse:
- 1/2 quantità di solvente + la droga per
tre giorni, poi si cambia solvente, aggiungendo l'altra metà; infine si uniscono i due
macerati e si filtra (con colino, o meglio con la carta da filtro).
L'inconveniente è che si estraggono anche
degli enzimi per cui il macerato non dura a lungo ed imputridisce, quindi il preparato va
usato entro 2-3 giorni. La concentrazione del P.A. è aleatoria e dipende dal tipo di
droga, dallo stato di essicazione ecc., ovvero abbiamo macerati con concentrazioni diverse
e quindi è meglio usare questo modo di preparazione con droghe a P.A. poco eroici, cioè
poco attivi terapeuticamente. Il vantaggio è che l'operazione si esegue a T° più bassa
di quelle precedenti per cui non si perdono quei principi volatili che costituiscono gli
odori ed i sapori. Vedremo più a-vanti che la stessa operazione di macerazione può farsi
con solventi diversi dall'acqua e allora avremo:
- enoliti usando vino (di qualità come
Porto, Marsala, Bianco Secco);
- acetoliti usando aceto fine
- alcoliti usando alcool
- e altri preparati con i solventi più
diversi (olio, etere, birra
ecc.).
Percolazione
E' una macerazione particolare, sempre a
T° ambientale.
*Esempio di Percolatore.
Si riempie il cilindro di solvente,
coprendo tutti i setti per 3-4 ore, poi si apre il rubinetto e si fa sgocciolare al giusto
ritmo, da cui dipende la qualità della droga. Si aggiunge continuamente il solvente per
tenere la droga sommersa, ovvero il solvente saturo sgocciola e viene sostituito da quello
nuovo (ecco perché il tempo è più veloce che nella macerazione).
Se il P.A. è molto solubile, bisogna far
sgocciolare velocemente, diversamente se è poco solubile occorre far sgocciolare
lentamente. Non esiste un rapporto stabilito tra droga e solvente.